Deponia, adesso o mai più…

27 aprile 2015 Senza categoria

deponia

Entra nel rush finale la campagna di crowdfunding su Eppela per il doppiaggio di Addio Deponia, il terzo episodio di una delle più fortunate avventure grafiche di questi anni. Abbiamo fatto una chiacchierata con il team di Adventure Productions.

Com’è nata l’idea di finanziare il doppiaggio di Addio Deponia in italiano tramite una campagna di crowdfunding?

Beh, dopo aver acquisito i diritti del gioco ci siamo trovati a fronteggiare un ‘problema’: dato che i primi due episodi della saga erano stati doppiati in italiano, non volevamo privare i giocatori italiani del doppiaggio dell’ultimo capitolo; allo stesso tempo l’investimento (30.000 euro) era davvero consistente per il nostro mercato. Ecco che è nata la partnership con lo studio di localizzazione, Jinglebell Communication, con cui abbiamo deciso di coprire il 50% dei costi. Per il restante 50% non ci restava che affidarci agli utenti che si sono dimostrati subito entusiasti del progetto!

Com’è formata la squadra al lavoro per l’adattamento e il doppiaggio di Addio Deponia? Ci sapreste descrivere qual è la giornata tipo di un lavoro di adattamento e doppiaggio di un videogioco?

Noi di Adventure Productions abbiamo una squadra rodatissima di traduttori e tester per quanto riguarda le traduzioni testuali, che ha centinaia di giochi tradotti alle spalle (specialmente avventure, ma non solo). Il doppiaggio invece è affidato a Jinglebell Communication, lo studio milanese che non ha bisogno di presentazioni. Basti dire Broken Sword, Syberia, Runaway

In realtà, comunque, non esiste una giornata “tipo” perché spesso le fasi sono distinte e a un progetto lavorano molte persone in contemporanea. Il lavoro di adattamento vero e proprio viene fatto sempre prima dell’inizio delle registrazioni. Questo porta al copione con il quale il direttore di doppiaggio va in studio e sul quale sono già stati impostati tutti i filtri e le macro che permettono agli attori di individuare le parti, ascoltare i file originali come riferimento, verificare il nome e la presenza di ciascun file ecc.

Durante il doppiaggio il direttore lavora a stretto contatto con il fonico e oltre a segnarsi le battute fatte e quelle ancora da fare apporta eventuali ulteriori modifiche che possono rendersi necessarie in fase di doppiaggio, per esempio perché vanno rispettate esattamente le lunghezze degli audio originali o perché devono essere introdotte sporcature, urli o altro. Tutte le modifiche vengono quindi segnate sul copione elettronico e viene generato quello che si chiama “Post Rec Script”. Una volta finite le registrazioni, riascoltati e validati tutti i file e finalizzato il Post Rec Script, questo viene rimandato agli sviluppatori per implementarlo (fondamentale nel caso ci siano per esempio dei sottotitoli) e archiviarlo come script definitivo.

Ovviamente nel frattempo, soprattutto per progetti di grandi dimensioni, possono arrivare patch, fix, nuove stringhe, ecc. Il PM tiene traccia di tutte queste modifiche e delle eventuali traduzioni che si rendono necessarie, aggiorna gli script e li passa al direttore di doppiaggio, che solitamente si occupa in prima persona degli adattamenti. Gli script vengono quindi costantemente aggiornati e la marcatura di ogni singolo file audio registrato serve proprio ad avere sempre traccia di cosa è già stato registrato per capire se eventuali battute vanno rifatte, adattate o possono essere considerate definitive.

Da pochi giorni i vostri compagni di avventura di Getalive hanno raccolto oltre 24 mila euro superando il goal finale della loro campagna. Prima di loro il videogioco Super Cane Magic Zero di SIO raccolse, sempre su Eppela, più di 38mila euro. Credete che il crowdfunding possa essere uno strumento in grado di fare la differenza nella creazione di un progetto creativo?

Assolutamente sì. Avere il feedback positivo (ma anche le critiche) degli utenti sin dalle prime fase decisionali del progetto vuol dire prima di tutto sapere se si sta facendo la cosa giusta, ossia un prodotto che riscontra il favore del pubblico. Inoltre si ha subito la possibilità di comprendere e correggere anche i propri punti deboli, prima che sia troppo tardi. ☺ Infine con le campagne di crowdfunding si crea un senso di comunità, di condivisione che è davvero impagabile.

Quali consigli potete dare a chi sta per intraprendere una campagna di finanziamento dal basso?

Prima di tutto il consiglio è quello di pianificare bene la campagna prima di lanciarla. Studiare per bene il periodo migliore per partire, elaborare i rewards senza farsi prendere troppo la mano e definendo il prezzo in maniera esatta (i gadget generalmente sono costosi, quindi meglio far bene i conti e tirar giù un business plan come si deve prima di trovarsi con più spese che ricavi), preparare gli update in anticipo e legarli a delle milestone importanti per la campagna. E poi, una volta partiti, diffondere la voce il più possibile: dalle PR tradizionali ai social, senza dimenticare gli youtuber e le loro fanbase.

Ultima domanda. Lucca Comics & Games è da qualche anno uno dei principali appuntamenti europei per l’industria del videogioco. Qual è vostro rapporto con la nostra manifestazione? Avete un aneddoto particolare da rivelarci?

Il nostro rapporto con Lucca Comics & Games è taumaturgico. Una volta all’anno, dopo mesi di lavoro per mandare a scaffale (virtuale o fisico) i nostri prodotti, sappiamo di poter contare sulla straordinaria partecipazione di pubblico della kermesse lucchese per galvanizzarci e vedere ripagata buona parte dei nostri sforzi. Ogni volta che portiamo a Lucca delle novità in anteprima o in offerta speciale, registriamo sempre una risposta straordinaria da parte del visitatori. Senza contare le centinaia di appassionati di adventure games che a ogni edizione si ritrovano presso il nostro stand. Si tratta davvero di un’esperienza rigenerante per noi. Un po’ come andare alle terme, solo che al posto delle acque termali, c’è un bel bagno di folla. “Terme di Lucca Comics & Games”… suona bene no?